Virgilio Guidi, maestro della luce e dello spazio

Ha aperto i battenti il 17 settembre a Venezia la più grande mostra antologica della città dedicata al pittore Virgilio Guidi, nato a Roma e veneziano di adozione. 

Una delle caratteristiche distintive della sua produzione è la capacità di coniugare la luce rinascimentale con quella veneziana, che contrappongono ideale con realtà. Le tonalità cromatiche abitualmente utilizzate sono sempre ricche di luce, quella luce che rende morbide e sinuose le forme dei soggetti dipinti, un particolare riscontrabile ad esempio nelle cupole delle chiese, nei palazzi che emergono dall'acqua oppure nei profili delle persone. La stessa luce che conferisce una qualità inconfondibile alle marine veneziane, che rappresentano una città sconosciuta, inattesa e diversa rispetto agli stereotipi solitamente dipinti.

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Il binomio forma/colore, che ha caratterizzato la pittura di Cezanne e Renoir, si trasforma con Guidi nel trinomio forma/colore/luce, che in alcuni quadri acquisisce anche il concetto di spazio. La luce palpita proprio nello spazio di alcune rappresentazioni della laguna, come la Giudecca, Piazza San Marco o il profilo della Salute.
Tutte le immagini galleggianti in un bagno di luce non sono mai sgranate o rarefatte ma compatte e governate dalla geometria, che è il principio ispiratore di tutta la produzione di Guidi.

La mostra, inserita nella programmazione ufficiale in occasione dei 1600 anni dalla fondazione di Venezia, si compone di 220 opere esposte in tre sedi: l'Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa, Palazzetto Tito e la Ca’ D’Oro.

Nella sede dell'Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa in piazza San Marco sono esposti ottanta capolavori che partono dai primi anni Dieci del secolo scorso. L’esposizione presenta gli interni e le figure degli anni Venti, per continuare con i paesaggi romani e i paesaggi del Brenta di quegli anni fino ad arrivare alle Venezie della fine degli anni Venti. Proseguendo si incontrano le figure degli anni Trenta e Quaranta fino alle opere dello Spazialismo veneziano del dopoguerra con i cicli delle Figure che si levano, i Tumulti, i Cieli antichi, le Marine Zenitali, senza tralasciare le famose Baronesse, per poi concludere con le ultime grandi opere dei Bianco su Bianco della fine degli anni Settanta. 

La sede di Palazzetto Tito ospita una selezione di dipinti degli ultimi 30 anni della produzione di Guidi, insieme a una selezione dell’importante collezione Sonino, composta soprattutto da marine.

L’esposizione prosegue alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro dove trovano spazio alcune Nature morte degli anni Dieci, i Carabinieri a cavallo del 1920, il Pittore all’aperto del 1924, l’Uomo che legge del 1927 e alcuni Bacini di San Marco, sempre della fine degli anni Venti. 

La mostra è curata da Stefano Cecchetto, Giovanni Granzotto e Dino Marangon e resterà aperta fino al 7 gennaio 2022.


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