Il tuffo nell'arcobaleno di Alberto Biasi

Tuffarsi nell'arcobaleno è il titolo della mostra antologica di Alberto Biasi allestita all'Ara Pacis di Roma dal 13 ottobre fino al 7 febbraio 2022. Curata da Giovanni Granzotto, attraverso 60 opere e 4 ambienti-installazioni, la mostra racconta il percorso di un artista tra i massimi esponenti dell'Arte cinetica e programmata, già fondatore del Gruppo Enne.

La mostra, allestita in un luogo così particolare dove antico e moderno sono costretti al dialogo, è suddivisa in sei sezioni che corrispondono alle differenti tipologie di opere dell’artista e che raccontano il percorso della sua ricerca concettuale. 

alberto_biasiNella I Sezione sono esposte le Trame che risalgono al 1959 e rappresentano le prime sperimentazioni dell’artista. Le Trame sono composte da sovrapposizioni di materiali appartenenti alla stessa tipologia, come le garze di cotone, le reti metalliche e le carte forate, impilate e ruotate progressivamente fino a creare costellazioni variabili e progressive. 

Nella II Sezione, le Torsioni sviluppano forme geometriche classiche, come rombi, triangoli e quadrati, e sono realizzate con strisce di plastica bifacciali dai colori quasi sempre contrastanti, combinate in modo da creare effetti percettivi cangianti a seconda dello spostamento del punto di vista.

Nella III Sezione incontriamo i lavori Ottico-Cinetici, da quelli sviluppati all'interno del Gruppo N nel 1974 fino al 2014.
Dal punto di vista costruttivo sono configurazioni lineari e luminose collocate su due piani diversi distanziati di pochi centimetri tra loro. Illusoriamente le strutture sembrano poste su un unico livello, che si muove mentre la proliferazione d’immagini avviene per via dell’interferenza dei due piani.

La IV Sezione propone la serie dei Politipi risalenti al 1965 e sviluppati all’interno della sua ricerca ottico-cinetica.
 
Nella V Sezione, gli Assemblaggi del 2000 rappresentano memorie figurali, accompagnate per lo più da titolazioni spiritose e sorprendenti.

Nella VI Sezione, si possono visitare ben quattro Ambienti dell'artista padovano che si pongono come fusione tra lo spazio dell’opera d’arte e quello dello spettatore. Si tratta di Proiezioni di luci e ombre del 1962, di Light Prisms del 1967, di Eco dei primi anni settanta e di Io sono, tu sei (egli è) del 1972
Con questi lavori Biasi ha saputo rapportarsi al pubblico non più trattandolo da semplice fruitore, ma coinvolgendolo nell’esperienza stessa di un’opera d’arte.
Fra tutti Eco è una stanza interamente rivestita di pannelli fluorescenti e fortemente illuminata che conserva per un pò sulle pareti l'impronta di chi è vi è passato davanti: una metafora dell'impermanenza dell'arte che a dispetto di qujanto si dice non è eterna ma deve essere sempre essere rinnovata dallo spettatore.


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